Cosa rende una gallina adatta al freddo
Una gallina in salute ha una temperatura corporea di circa 41 °C e un piumaggio che, gonfiato, isola come un buon piumino. Il freddo secco, da solo, la preoccupa poco. Contano invece quattro caratteristiche che si vedono a occhio nudo, e che conviene guardare prima del numero di uova dichiarato.
- La cresta. Una cresta semplice grande, come quella della Livornese, è una superficie sottile piena di sangue: con l'umidità alta del pollaio gela sulle punte. Le creste a rosa, a pisello o a cuscinetto restano basse e protette.
- Il peso. Più la gallina è grande, meno superficie espone in proporzione al suo volume. Le razze pesanti, da 2,5 kg in su, disperdono meno calore e consumano un po' meno mangime per chilo.
- Il piumaggio. Deve essere fitto e impermeabile. Il piumaggio seta della Moroseta e il ciuffo della Padovana si bagnano e non si asciugano.
- Le zampe. Le zampe calzate, coperte di piume, sono calde ma raccolgono palle di neve e fango. Su terreno bagnato preferiamo zampe pulite.
C'è poi il carattere: una razza tranquilla accetta meglio le giornate chiuse nel recinto coperto, quando fuori nevica. Una razza nervosa e abituata a razzolare lontano si annoia, becca le compagne e spreca mangime.
Le 12 razze a confronto
I valori di peso e uova sono indicativi: cambiano molto fra un ceppo e l'altro e fra un allevatore e l'altro. Le colonne «freddo» e «umido» sono il nostro giudizio dopo quattro inverni, su una scala da una a tre stelle.
| Razza | Origine | Cresta | Peso gallina | Uova/anno | Freddo | Umido |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Bionda piemontese | Piemonte | semplice, media | 2,2–2,5 kg | 160–180 | ★★★ | ★★ |
| Bianca di Saluzzo | Piemonte (CN) | semplice, media | 2,2–2,5 kg | 160–180 | ★★★ | ★★ |
| Robusta maculata | Veneto (RO) | semplice, media | 2,8–3,3 kg | 160–180 | ★★★ | ★★ |
| Ermellinata di Rovigo | Veneto (RO) | semplice, media | 2,5–3 kg | 180–200 | ★★★ | ★★ |
| Pépoi | Veneto e Friuli | semplice, piccola | 1,2–1,5 kg | 150–180 | ★★ | ★★★ |
| Livornese | Toscana | semplice, grande | 1,8–2 kg | 220–260 | ★ | ★★ |
| Padovana | Veneto (PD) | ciuffo, cresta assente | 1,5–2 kg | 100–120 | ★ | ★ |
| Wyandotte | Stati Uniti | a rosa | 2,5–3 kg | 170–200 | ★★★ | ★★ |
| Australorp | Australia | semplice, media | 2,5–3 kg | 220–250 | ★★ | ★★ |
| Brahma | Stati Uniti | a pisello | 3,5–4 kg | 130–160 | ★★★ | ★ |
| Sussex | Inghilterra | semplice, media | 2,5–3 kg | 200–240 | ★★ | ★★★ |
| Ibrida rossa commerciale | selezione industriale | semplice, media | 1,9–2,1 kg | 280–300 il 1° anno | ★★ | ★★ |
Le razze italiane che consigliamo
Bianca di Saluzzo e Bionda piemontese vengono dalle colline e dalle valli del Cuneese, dove l'inverno somiglia molto al nostro. Sono razze rustiche, di taglia media, buone razzolatrici e abituate a cavarsela. Le uova hanno un guscio chiaro, tendente al rosato. Elena a Brunate ha tre Bianche di Saluzzo: in quattro inverni nessuna cresta congelata, una pausa di deposizione da metà novembre a fine gennaio e nessun problema di salute legato al freddo.
Robusta maculata ed Ermellinata di Rovigo sono razze pesanti selezionate nel Novecento in Veneto. Hanno un corpo massiccio, un carattere calmo e si adattano bene a un recinto piccolo e coperto. La Robusta maculata è bianca con macchiette nere; l'Ermellinata ha il collo e la coda neri su fondo bianco. Sono le galline che consigliamo a chi ha poco spazio e inverni lunghi.
La Pépoi è piccola, vivace e frugale. Pesa poco e quindi soffre un po' di più i −10 °C, ma il suo piumaggio stretto sopporta bene la pioggia e le giornate umide. Ottima per chi ha un prato grande e vuole spendere poco in mangime.
Scegliere una razza italiana ha anche un valore che non si misura in uova: molte di queste razze sono rare e la loro conservazione dipende da allevatori amatoriali. Comprare da chi le alleva con cura aiuta a tenerle in vita.
Le razze straniere più diffuse
La Wyandotte, con la sua cresta a rosa, è forse la gallina più adatta al freddo che si trovi facilmente in Italia. La Brahma è enorme e quasi indifferente al gelo, ma le zampe calzate nel fango diventano un problema: va bene solo con un recinto coperto e asciutto. Australorp e Sussex sono un buon compromesso fra resistenza e deposizione. Le ibride rosse costano poco e depongono molto, ma dopo il secondo anno la produzione cala e la vita media è più breve: se il tuo obiettivo è risparmiare sul lungo periodo, non sono la scelta più economica.
Quelle che evitiamo sopra i 600 metri
- Livornese e Ancona: ottime ovaiole, ma la cresta grande gela facilmente. Se le vuoi, scegli un pollaio molto asciutto e controlla le creste ogni mattina.
- Padovana e Polverara: il ciuffo si bagna, si ghiaccia e copre gli occhi. In collina vanno tenute quasi sempre al coperto.
- Moroseta: il piumaggio seta non è impermeabile. Tranquilla e adatta ai bambini, ma non a un inverno umido all'aperto.
- Collo nudo italiana: perfetta per il caldo del Sud, molto meno per le nostre notti.
Quiz: quale razza regge il tuo inverno
Cinque domande, nessun dato inviato: il calcolo avviene nel tuo browser e ti propone tre razze della tabella.
Dove e quando comprare
Le pollastre di razza italiana da allevatori amatoriali costano di solito fra € 15 e € 35 l'una, a seconda della razza e della rarità; le ibride commerciali fra € 10 e € 14. Noi abbiamo pagato le nostre Bianche di Saluzzo € 24 ciascuna. Per l'inverno, il calendario conta più del prezzo:
- Compra fra aprile e giugno. Una pollastra presa in primavera arriva all'inverno adulta, con il piumaggio completo e ambientata nel pollaio.
- Non inserire galline nuove fra novembre e febbraio. Lo stress del cambio, sommato al freddo e alla luce corta, è la combinazione che ci ha fatto perdere una gallina nel 2022.
- Quarantena di tre settimane. Le nuove arrivate stanno in un recinto separato, a qualche metro dalle altre, prima di unirsi al gruppo.
- Chiedi all'allevatore come le tiene d'inverno. Galline cresciute in capannone riscaldato hanno bisogno di più tempo per adattarsi rispetto a quelle cresciute all'aperto.
- Visita le mostre avicole d'autunno. Fra ottobre e dicembre si incontrano gli allevatori e si prenotano le pollastre per la primavera successiva.
Chi vende pollame deve essere a sua volta registrato presso il servizio veterinario: chiedilo senza imbarazzo. E ricordati di comunicare all'ATS le variazioni del tuo pollaio, se il tuo Comune o la tua ATS lo richiedono.
Da verificare: le indicazioni su salute e adattamento derivano dalla nostra esperienza e non sostituiscono il parere di un veterinario. Per la registrazione e le movimentazioni del pollame fai riferimento all'ATS della tua zona.